Aprire un centro di assistenza domiciliare al Sud: conviene?

Assistenza domiciliare e Sud Italia: un tema interessantissimo che qualche giorno fa, un iscritto al mio gruppo facebook “Fare Impresa nell’Assistenza Domiciliare” mi ha dato la possibilità di approfondire.

Il Sud non è un terreno fertile. Vero o Falso?

In realtà mi capita spesso di confrontarmi con un po’di pregiudizi che riguardano il Sud Italia.

Parlo sia di pregiudizi positivi che di pregiudizi negativi: l’aggettivo, in questo caso conta poco perché si tratta sempre – ed è questo l’aspetto importante – di luoghi comuni che non trovano conferma nella realtà dei fatti.

Al Sud non c’è bisogno di centri di assistenza domiciliare: c’è già la famiglia, che è molto più forte che al Nord. L’anziano viene preso in carico dai suoi figli.” mi è stato detto più volte.

Questo è quello che chiamo un pregiudizio positivo nel senso che il punto di partenza è una visione – appunto – “positiva” della realtà del Sud Italia.

Ma è davvero così che funzionano, oggi, le cose? Sono nato al Sud, in Calabria, e il Meridione, lo conosco bene. E lo amo.

Detto ciò, proprio perché lo conosco, posso dirti che il Sud di oggi non è il Sud di ieri.

Come è cambiata la vita su al Nord, così è cambiata la vita al Sud e le famiglie di oggi, hanno difficoltà che le famiglie di ieri non avevano.

Entrambi i coniugi devono lavorare per sbarcare il lunario. Le donne si sono in buona parte emancipate dal ruolo di madri/casalinghe.

Insomma, ci sono opportunità – ma anche difficoltà – che ieri non esistevano.

Motivo per cui, gestire la presenza di un anziano in famiglia – oggi – è molto più difficile e meno scontato di ieri.

C’è bisogno di supporto al Sud così come c’è bisogno di supporto al Nord.

L’Italia è molto più unita di quanto immagini un certo “pregiudizio di arretratezza” che è duro a morire.

Cliché negativi e realtà dei fatti

E ora veniamo ai luoghi comuni negativi.

Lo spunto di questo articolo è stato un post ma in realtà la problematica mi era già stata posta altre volte.

Molti mi chiedono, infatti: che senso ha aprire un centro di assistenza domiciliar al Sud dove impera il lavoro nero e dove – soprattutto – il familiare dell’anziano tende a incassare la sua pensione e ad assisterlo spontaneamente?

Di solito, chi mi presenta questa obiezione, si riferisce al proprio paesino dove vive da sempre e che crede di conoscere come le proprie tasche.

Purtroppo, tuttavia, è normale che chi vive in un posto da sempre, ne abbia in realtà una visione parziale.

Se in un paese, per esempio, non sono mai esistite le pizzerie, è chiaro che la gente continuerà a farsi la pizza in casa.

Questo, però, non vuol dire necessariamente che aprire una pizzeria non possa essere un’iniziativa di successo.

Se, puta caso, a qualcuno venisse l’idea di lanciarsi in questo business, probabilmente chi cucina la pizza in casa tirerebbe un sospiro di sollievo all’idea di potere – per una volta – allungare le gambe sotto il tavolo per farsi servire.

L’esempio dell’assistenza domiciliare è ancora più esaustivo.

La trappola della “profezia che si autoadempie”

La morale della storia è che il fatto che non siano ancora state messe in atto delle soluzioni, non significa che non ci sia bisogno di risposte, né che le soluzioni non possano avere successo.

In sociologia e in psicologia c’è un concetto che spiega molto bene ciò che sto cercando di dire.

Si tratta della cosiddetta trappola della profezia che si autoadempie (o autoavvera).

Le nostre idee hanno un impatto concreto sulla realtà che ci circonda, motivo per cui se continueremo a ritenere arretrata un’area del nostro paese, contribuiremo a renderla tale non vedendo possibilità di sviluppo che invece, spesso, abbiamo proprio davanti agli occhi.

Riguardo al Sud, ci metto la mano sul fuoco, al netto delle tante storie di successo che dimostrano che aprire un centro di assistenza domiciliare al Sud, non solo è possibile ma è anche vantaggioso!

Te ne parlerò in uno dei prossimi articoli.

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