Assistenza domiciliare e franchising: come funziona un contratto di affiliazione?

La settimana scorsa abbiamo iniziato a parlare di un tema che merita qualche “puntata” in più.

Ho deciso di fare una sorta di “Speciale franchising e assistenza domiciliare” perché questa è una delle tematiche intorno a cui ricevo domande più spesso.

È normale infatti che un consulente per la terza età che si prepara a muovere i primi passi nel settore (o che ha già aperto il suo centro e pensa a come farlo crescere) si chieda se la formula del franchising possa essergli utile.

E quali sono i pro e i contro di un contratto di affiliazione a un marchio.

Il franchising, croce e delizia degli imprenditori nell’home care

Come ti ho anticipato nel mio ultimo articolo sul tema  sono molte le attrattive che la possibilità di affiliarsi a un marchio in franchising esercita sugli imprenditori “di primo pelo”.

Non parlo solo del nostro settore, ma anche di altri ambiti.

L’unione fa la forza, come si suol dire, e sentire di avere le spalle coperte da un marchio con più anni e più esperienza di noi, ovviamente può sembrare una scelta oculata.

E in parte lo è: raramente qualcosa è completamente giusto o completamente sbagliato, il concetto è piuttosto quello di trovare la soluzione giusta per te.

E imparare a farlo ragionando secondo un orizzonte temporale allargato.

Che significa?

Ci sono scelte d’emergenza, che è utile fare “sul pezzo”, cioè in base a un momento specifico, e scelte che vale la pena di fare calcolandone il vantaggio non solo in base al presente ma anche in base al futuro.

Ciò che è buono oggi, infatti, non sempre sarà buono domani, anzi…

Ecco, la scelta di puntare sul franchising fa parte di questa seconda categoria di opzioni: non si tratta, cioè, di una decisione da prendere in emergenza ma di qualcosa che deve essere valutato nel tempo.

La domanda che ti devi porre, quindi, non è solo “mi è utile, ora, affiliarmi a un marchio in franchising?” ma anche..

questo tipo di contratto mi sarà utile anche in futuro?

Mi permetterà di crescere in modo autonomo?

Non si trasformerà in un bastone tra le ruote?

Queste domande sono tanto più urgenti quando si tratta di affrontare uno dei temi decisivi del rapporto di franchising: il contratto.

I pro e i (tanti) contro di un contratto di franchising per chi lavora nell’assistenza domiciliare

Fra le tante attrattive che un’affiliazione in franchising esercita su un un imprenditore dell’assistenza domiciliare, c’è sicuramente il pregio di un rapporto regolato da un contratto chiaro che stabilisce con limpidezza cosa si può e cosa non si può fare.

I limiti proteggono, sono rassicuranti: questo lo sa bene chi inizia a operare in una realtà imprenditoriale che in parte spaventa, proprio perché nuova.

Ma vediamo più da vicino cosa vanno a toccare, esattamente, questi limiti.

All’interno di un contratto di franchising sono fissate, nero su bianco, delle clausole precise che definiscono i limiti della concessione a livello temporale (quanto durerà), a livello territoriale (dove puoi operare) e per quanto riguarda l’operatività stessa (quali servizi puoi erogare e come puoi erogarli).

Ebbene, nell’ottica di una valutazione che guardi al futuro, sono proprio questi limiti a rappresentare un potenziale ostacolo e un freno allo sviluppo della tua attività.

Giusto per farti un esempio, può capitare infatti che un ospedale ti contatti per un’assistenza notturna, chiedendoti però di proseguire l’attività presso il domicilio del paziente, nella fase immediatamente successiva alla dimissione.

Ora, se il tuo contratto di franchising non prevede questa possibilità (per limiti di azione o territoriali stabiliti dalle clausole) ti toccherà declinare questo lavoro in toto.

Nel caso infatti tu decida di portarlo avanti nonostante le clausole stabilite dal tuo contratto, il franchisor avrà la possibilità di chiederti di versare un’ingente penale.

Un contratto di franchising, infatti, delimita e protegge ma (e questo è l’altro lato della medaglia) rischia di trasformarsi in una gabbia e in una palla al piede.

È per questo motivo che l’opzione va valutata nel tempo e non solo nel momento puntuale.

Oltre a questo, ci sono poi altri aspetti che vanno soppesati con cura… ma li vedremo la settimana prossima, in un nuovo articolo dedicato a questa tematica.

Se ancora hai dei dubbi se conviene aprire un centro di assistenza domiciliare in franchising o senza franchising scarica la mia guida gratuita con gli errori da evitare.

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