Consulente per la Terza Età: chi è e perchè non può improvvisarsi tale

Questa settimana ho raggiunto un risultato a cui lavoravo da tempo: il Ministero per lo Sviluppo Economico ha approvato la registrazione della figura del Consulente per la Terza Età.

A partire da oggi, quindi, sono l’unico in Italia a poter lasciare una certificazione riconosciuta in merito, a seguito di un percorso formativo pensato appositamente per questo.

L’importanza del nome

Ma chi è il Consulente per la Terza Età?

Questa figura professionale equivale, di fatto, a quello che per molto tempo ho chiamato Home Care Manager: l’imprenditore che decide di aprire un centro di assistenza domiciliare e lo fa con cognizione di causa.

Questo profilo professionale – a cui presto il mio supporto come consulente e per cui ho scritto il mio libro “Un business che non invecchia” – lo conosco bene.

Sono anni che metto la mia esperienza al servizio degli imprenditori che decidono di investire nell’ home care per aiutarli a far decollare i loro centri o i loro servizi di  assistenza domiciliare.

Questi servizi devono essere organizzati, coordinati, gestiti da professionisti preparati: veri Consulenti dell’assistenza domiciliare competenti, appassionati e desiderosi di aiutare le famiglie e i loro cari a vivere meglio.

Ed è proprio per questo, perché conosco bene questa figura imprenditoriale, che ho iniziato a riflettere sull’utilità di trasmettere il concetto al cliente con un nome capace di “arrivare” di più.

Perché la comunicazione è importante e quando si ha a che fare con le famiglie, è fondamentale essere sicuri che il messaggio venga recepito nel modo migliore.

“Nome omen”, come si dice: “un nome, un destino”.

Quando mi sono reso conto che il nome home care manager non riusciva a trasmettere le qualità e le caratteristiche di questo profilo, ho capito che era arrivato il momento di lavorarci su e di creare una denominazione che avesse una portata comunicativa maggiore.

… e l’importanza di un nome riconosciuto

Cambiare nome, però non basta se il nuovo nome non viene riconosciuto: se cioè non gli viene conferita “dall’alto” l’autorità necessaria.

Quando si crea qualcosa di nuovo, serve un’investitura esattamente come nel Medioevo, quando un cavaliere diventava – ed era riconosciuto – come tale dal Re.

È così che ho deciso di fare le cose bene e ho iniziato un lungo e tutt’altro che semplice iter per far riconoscere la denominazione di Consulente per la Terza Età dalla massima autorità in materia: il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Anche in questo caso, “nomen omen”: il mio lavoro, infatti, nasce e si sviluppa proprio nel senso dello sviluppo economico e delle opportunità – tanto lavorative quanto, di conseguenza, di utilità sociale – fornite dall’assistenza domiciliare.

Questa settimana, finalmente ho avuto quella che per me è stata davvero una bellissima notizia: la mia pratica è stata accettata e a partire da oggi la denominazione di Consulente per la Terza Età è ufficiale e registrata per tre ambiti:

  • servizi socio-assistenziali alla terza e quarta età
  • servizi medici e infermieristici
  • enti di formazione.

L’importanza della formazione: come si diventa Consulente per la Terza Età

In un settore come quello dell’home care, che convoglia e convoglierà sempre più richieste – soprattutto ora – oggi più che mai è importante lavorare sulla qualità.

E’ l’unico vero fattore differenziante e per un professionista dell’Assistenza Domiciliare, la qualità va pensata a trecentosessanta gradi.

Deve essere la parola chiave dei servizi offerti, degli operatori che assisteranno i pazienti ma deve – in primis – essere la parola chiave per il Consulente per la Terza Età, cioè per la figura che dà concretamente un’impronta e una direzione al centro di assistenza domiciliare.

Creare una denominazione riconosciuta non basta se non porti avanti anche un percorso formativo strutturato che consenta – a chi vuole imbarcarsi in questa bellissima avventura – di dotarsi di tutti gli strumenti necessari.

Perché non ci si improvvisa Consulenti per la Terza Età.

Attraverso “Io imprenditore sociale”,  un percorso a numero chiuso, do spazio a questa esigenza e cerco di dare ai Consulenti per la Terza Età del futuro (prossimo) benzina e mappe di orientamento per mettere le ali ai loro sogni e volare alto.

Cosa devo fare per iniziare questo percorso e utilizzare il titolo di Consulente in questo settore?

L’unico modo per accedere è richiedere una delle 9 consulenze mensili che ho messo a disposizione.

Scoprirai, durante la sessione di consulenza direttamente con me, se è un programma che fa per te, quali requisiti devi avere e quali risultati puoi aspettarti (sì, non è sufficiente semplicemente pagare la quota di iscrizione!).

Candidati per poter accedere al percorso a numero chiuso