La prima guida per il successo del tuo centro di assistenza domiciliare

Ciao,

sono Francesco Lorenti, imprenditore e consulente nel campo dell’ Assistenza Domiciliare Privata.

Voglio mostrarti i 7 errori in cui non devi assolutamente cadere quando stai per avviare la tua attività imprenditoriale relativa all’assistenza domiciliare privata. Ho racchiuso tutti i più comuni errori in un elenco e ne analizzerò per te le parti più importanti di ciascuno.

  1. Mentalità sbagliata;
  2. Inadeguatezza dei tuoi collaboratori;
  3. Assenza di una strategia di marketing;
  4. Problematiche legate alle affiliazioni in franchising;
  5. Inadeguatezza delle competenze del tuo commercialista;
  6. Presunzione di lavorare in una zona “diversa” dalle altre;
  7. Paragoni con il mercato del lavoro in nero.

Mentalità sbagliata: smettila di pensare come se tu fossi un lavoratore dipendente

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Sei un IMPRENDITORE.

Non c’è nulla che possa attestare meglio il tuo lavoro: ti occupi di dirigere e costruire e far crescere un’azienda che si occupa di assistenza domiciliare privata.

Il primo errore che ogni imprenditore fa è non ammettere di essere un imprenditore.

Nessuno muore dalla voglia di prendersi sulle proprie spalle una responsabilità forte come una grande azienda, ma allora… perché hai scelto di fare l’imprenditore?

Probabilmente perché anche tu ti sei innamorato di come viene erogato il servizio e ti sei concentrato sullo sviluppo e sul migliorare in senso assoluto questo aspetto della tua attività, ma sai perché è sbagliato?

Perché coesistono molti fattori all’interno di un’impresa e il tuo compito è valutarli tutti. Quindi, prima di iniziare ricorda di chiederti anche questo:

  • Qual è il ricavo di ogni servizio che offro?
  • Come posso attirare nuovi clienti e pazienti?

Inadeguatezza dei collaboratori: il tuo staff è il tuo biglietto da visita, se è inadeguato nessuno lo leggerà più di una volta (prima di buttarlo nel bidone)

Quando scegli i tuoi collaboratori devi tenere bene in mente il ruolo importante che ricoprono nella tua attività. Ognuno di essi dovrà rapportarsi ai tuoi clienti, ai tuoi pazienti e se anche solo uno dei membri del tuo staff risulterà essere inadatto, poco compassionevole, poco dedito al lavoro significa che la tua attività rischia di morire.

Uno staff di qualità deve occuparsi del lavoro, ma deve anche avere a cuore la crescita del tuo centro.

Chi non ha interesse in questi due sensi, significa che ha come obiettivo finale del suo lavoro quello del guadagno, del portare uno stipendio a casa e magari ha poco a cuore la salute, lo stress e il disagio che possono provare i tuoi pazienti quando entrano in contatto con degli estranei.

Smettila di danneggiare la tua impresa assumendo qualsiasi persona venga a sostenere un colloquio, devi essere molto attento alle scelte che fai, perché da queste deriva il successo del tuo lavoro.

Assenza di una strategia di marketing: non è sempre sufficiente il passaparola per guadagnare clienti

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Per essere un vero imprenditore devi RIDIMENSIONARE l’importanza che dai al passaparola.

Non sto dicendo che sia un metodo inutile, ma nel 2020 non puoi pensare di acquisire clientela solo attraverso un metodo che veniva usato a inizi 1900. Siamo nel mondo del marketing, del social, del web.

È molto importante che tu adegui il tuo stile e la diffusione del tuo messaggio alla velocità con cui si evolve il mondo. Se resti fermo, chi si adegua più di te ti supererà e si prenderà tutti i clienti che potresti prendere tu.

È molto importante che tu capisca, prima di avviare un’operazione di marketing:

  1. Qual è il tuo posizionamento di mercato (a chi ti rivolgi);
  2. Che tipo di comunicazione è adatta alle persone che vuoi ti cerchino;
  3. Come fidelizzare i clienti.

Ricorda di dare il giusto valore a ciascun mezzo di diffusione e comunicazione di cui sei in possesso, ogni strumento ti offre possibilità limitate, ma se usati insieme diventano l’unico vero modo per diffondere il tuo servizio in maniera capillare.

Affiliazioni: pro e contro

Quando avvii un’attività imprenditoriale (a prescindere dal tipo e dal settore che tu scelga) e scegli di farlo seguendo un franchising ci sono delle possibilità, ma anche dei rischi a cui devi fare attenzione.

Devi fare attenzione ai contratti, alle tasse, alle royalties e alle limitazioni territoriali previste dal contratto che firmi.

Soprattutto sull’ultimo aspetto voglio focalizzare la tua attenzione: una scarsa indipendenza non ti permetterà mai di attuare delle idee che potrebbero essere geniali per il tuo paese, per il tipo di clientela che servi.

Oltre a questo, la forte standardizzazione di un’attività in franchising non ti permetterebbe di apportare modifiche al tuo locale o, nel caso in cui la casa madre decidesse di farlo, tu devi essere molto veloce ad apportarle seguendola (e se tu non riuscissi a rispettarne le tempistiche? Ci sono delle penalità che dovrai pagare).

È molto complesso aprire un’attività in franchising, soprattutto in un settore come quello dell’assistenza domiciliare, quindi voglio aiutarti a comprendere le tue ambizioni e i tuoi obiettivi, perché solo capendo cosa vuoi tu, potrai decidere come impostare la tua attività di assistenza domiciliare privata di successo.

Commercialista: incompetente o inadeguato per le tue necessità?

Quando decidi di avviare un’impresa, di fare l’imprenditore, il primo passo che compi è quello di recarti dal commercialista per avere informazioni (il numero di informazioni più alto possibile) relativo alle questioni legali e giuridiche che ti permetteranno di metter su l’impresa.

Il mio consiglio è questo:

prima di correre dal commercialista devi avere BEN CHIARO cosa vuoi davvero farne della tua impresa.

Devi scegliere con attenzione gli obiettivi, il numero di dipendenti, il tipo di servizio.

Il settore dell’home care contiene moltissime opportunità al suo interno, quindi è bene che tu circoscriva il tuo raggio d’azione, prima di andare da un commercialista, che, ahimè, non è sempre la figura più indicata a darti i giusti consigli.

Le tematiche che possono emergere da un’analisi profonda e attenta di un’impresa di assistenza domiciliare sono tantissime, e te ne darà prova a fine articolo, se mi concederai l’attenzione ancora per altri due minuti.

La tua zona non è “diversa” dalle altre

Questo, più che essere un errore, è un falso mito che ho la necessità di sfatare immediatamente.

Come fai a essere sicuro che la tua zona sia DIVERSA? Rispetto a quale altra?

Utilizzare la scusa che nel tuo territorio ci sono già cooperative che operano nel settore assistenziale non è un valido motivo per cui tu rinunci al tuo lavoro. È un settore in crescita, te lo ripeto e l’esigenza dei clienti è molto vasta.

Tu potresti avere ciò che molti altri enti non possiedono e devi far in modo che ne vengano a conoscenza più persone possibile (come? Ma attraverso il marketing!) ricorda che è importantissimo rafforzare la tua presenza sul territorio e NON HAI SCUSE!

Mercato del lavoro in nero vs la tua impresa: chi vince?

Vincono tutti e non vince mai davvero nessuno.

Il settore assistenziale che attinge risorse dal mercato del lavoro in nero non è un settore che a te interessa, ma non è neppure una clientela che cercherà il tuo aiuto e il tuo servizio.

Con questo ti sto dicendo che, sebbene il lavoro in nero sia sbagliato, non possiamo scardinarlo definitivamente dal territorio, ma tu puoi trovare un modo legale ed etico di contrastarlo offrendo un servizio utile, valido ed efficiente, che permetta ai tuoi clienti di essere soddisfatti e di far cambiare idea (tramite anche il classico e antichissimo passaparola) a chi è ancora legato a vecchi usi e costumi.

Voglio che tu capisca, dopo questo breve elenco e dopo averti spiegato che esistono degli errori che puoi evitare, che è possibile fare l’imprenditore in un settore quale l’Assistenza Domiciliare Privata, perché non sono veri i falsi miti, perché c’è sempre un’alternativa ai franchising, perché il lavoro in nero non è quello che tutti cercano.

Ho realizzato per te una piccola guida, dove ti spiego in maniera MOLTO più approfondita ciascuna delle 7 trappole che ho inserito in questo articolo.

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