francesco lorenti

LO DICE ANCHE L’ANSA: IL CONSULENTE PER LA TERZA ETA’ SARA’UNA DELLE PROFESSIONI PIU’ RICHIESTE

Qualche giorno fa sono stato intervistato da ANSA a proposito delle opportunità offerte da un profilo lavorativo emergente: il Consulente per la Terza Età.

Un’intervista che tira le somme di un intero percorso

Hai letto l’articolo che ho scritto in merito la settimana scorsa? 

Se mi segui, infatti, sai che giorni fa ho tagliato un traguardo importante – e sudatissimo! – non solo per me, ma anche per te che hai deciso di investire nell’assistenza domiciliare.

Mi riferisco al riconoscimento, da parte del Ministero per l’Economia e lo Sviluppo, della figura del Consulente per la Terza Età: un ambito in cui a partire da ora è possibile davvero professionalizzarsi in modo da avere tutte le carte in regola attraverso i corsi di formazione che solo io, in Italia, sono abilitato a erogare.

Quando fai qualcosa di realmente interessante – come creare le condizioni per consentire agli altri di moltiplicare le proprie opportunità lavorative – è giocoforza che un’agenzia di ampio respiro come ANSA ti contatti per saperne di più.

Nell’intervista che ti invito a leggere, chiarisco quelle che sono le principali caratteristiche di questo profilo professionale e parlo delle opportunità che la situazione demografica italiana può offrire in termini di sviluppo e di utilità sociale.

Come si diventa Consulente per la Terza Età? E come si fa ad aprire un centro di assistenza domiciliare?

Se c’è una cosa che ho davvero cercato di far emergere dall’intervista, è che improvvisarsi in un ambito come il nostro è la scelta peggiore che si possa prendere.

È vero, il nostro è il secondo paese più anziano al mondo. È vero, la situazione attuale – l’incidenza del virus sugli anziani e i problemi emersi nel mondo delle RSA – darà un’ulteriore spinta all’assistenza domiciliare e la nostra sarà una professione sempre più richiesta… ma cosa vuol dire, questo?

Che le opportunità saranno molte.

Opportunità, però, non è sinonimo di successo. Mi spiego, utilizzando un’immagine presa dal mondo del surf.

Per un surfista, le onde sono l’unica possibilità di “andare”, di cavalcare una corrente che ti porterà in mare aperto.

C’è un problema, però: non è sufficiente lanciarsi in mare con la tavola da surf perché le onde, bisogna essere capaci di cavalcarle.

Devi sapere come fare, dove vuoi andare, quali sono i rischi, se vuoi evitare di esser travolto e risbattuto a terra dalla prima onda che ti investirà.

Ogni opportunità è anche un rischio, a meno che non la si affronti con il giusto know how.

Lo dico da persona, che in questo settore lavora da anni.

Ecco perché, prima di prendere la strada giusta è importante porsi anche le domande giuste e soprattutto affidarsi a chi è in grado di darti le risposte migliori.

Un bel po’di domande – e di risposte – le trovi nell’intervista, che ti invito a leggere.

Per il resto, la chiave di volta è sempre e comunque una sola e si chiama formazione.

Vuoi aprire un Centro di Assistenza Domiciliare? Richiedi la prima consulenza gratuita