Qual è la forma giuridica “giusta” per aprire un centro di assistenza domiciliare?

La settimana scorsa abbiamo parlato di un tema che, più che un articolo, meriterebbe un libro.

Quando si tratta di aprire un centro di assistenza domiciliare, l’unica forma giuridica papabile sembra essere quella della cooperativa.

Eppure, come ti dicevo, le cose non stanno così. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: qual è, oggettivamente, la forma giuridica migliore?

Aprire un centro di assistenza domiciliare: un terno al Lotto?

Quando qualcuno che ha deciso di investire nell’home care mi contatta per una consulenza, la prima cosa che fiuto anche a distanza è la paura.

Paura di fare un passo falso, paura di fallire, paura di trovarsi a sborsare molto più di quanto si era preventivato.

L’impressione che ho, di solito, è che il mio interlocutore pensi che fare business nell’home care sia un po’come dover rispondere al classico “indovinello della Sfinge”.

Per la serie: esiste una sola risposta giusta e se non la azzecchi, verrai divorato.

Quando respiro questo tipo di paura, rivedo me stesso così come ero tanti anni fa, quando ho fatto il mio esordio imprenditoriale nel settore.

È per questo che capisco bene l’aspirante consulente per la terza età che ho davanti.

Ed è per questo che sento l’esigenza di disinnescare alle radici quella che è una percezione della realtà errata.

Perché la verità è che se è vero che esistono soluzioni sbagliate e rischiose, è anche vero che la soluzione “giusta” in astratto non esiste: esiste piuttosto la soluzione giusta per te.

Il senso della consulenza è appunto, trovarla insieme.

Che partita Iva devo aprire? Le diverse possibilità sul piatto della bilancia

Nell’articolo sulle cooperative ho chiarito che per un imprenditore che voglia fare business nell’assistenza domiciliare, ragionare in termini di onlus – cioè di un’organizzazione senza scopo di lucro – è un errore di partenza clamoroso.

Ma quali sono le alternative?

Lungi dall’esserci una risposta sola, le possibilità sono diverse e vanno dal regime forfettario alla Società a Responsabilità Limitata (e a Responsabilità Limitata Semplificata) alla Società in Accomandita Semplice ecc.

Ci sono infatti anche altri regimi che possono essere presi in considerazione e che ora non sto a elencarti perché sviscerare un tema così importante e così complessa richiede necessariamente una consulenza specifica.

Ma qual è tra queste la forma giuridica migliore per te e per il tuo centro?

La risposta è che… dipende, da cosa vuoi e da ciò di cui hai bisogno.

Certo, alcuni aspetti oggettivi da considerare, senza dubbio ci sono.

Il regime forfettario, per esempio, dà la possibilità di ottenere alcune agevolazioni fiscali ma – di contro – non consente di scaricare alcune spese fondamentali come affitto, personale e pubblicità.

Per quanto riguarda l’analisi delle altre forme giuridiche e la scelta di quella che fa più al caso tuo, è sempre meglio parlarne in sede di consulenza.

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