Requisiti per aprire un centro di Assistenza Domiciliare

“Che titoli devo avere per aprire un centro di assistenza domiciliare?”

Quando ho dato il via al progetto nell’Assistenza Domiciliare privata sapevo di “aver fatto centro”, cioè di aver investito le mie risorse e le mie energie in un settore che mi avrebbe fatto crescere da tutti i punti di vista.

E che avrebbe avuto il successo che meritava.

Quella a cui non ero preparato, piuttosto, è stata la pioggia di richieste che ho ricevuto: persone con la voglia di fare e disfare, uomini e donne interessati a mettersi in gioco e a imparare un nuovo mestiere, quello del Consulente per la Terza Età.

Di richieste ne ricevo davvero tante, le domande fioccano. Tanto che tra tutte le domande che mi vengono poste dagli interessati, ho iniziato a isolarne alcune particolarmente frequenti.

Perché non iniziare a parlarne in questo spazio, quindi? A partire dalla prima domanda: quella che, prima o poi, finiscono per farmi tutti.

La formazione secondo Francesco Lorenti

Sento che per fare questo lavoro ho tutto ciò che serve, la grinta, la passione, la voglia di mettermi in gioco… peccato che mi manchi la cosa più importante, però: una laurea nell’ambito, il titolo insomma. Il classico pezzo di carta senza il quale, col cavolo che vai avanti!” mi ha detto ultimamente un interessato che mi aveva contattato per saperne di più.

La mia risposta lo ha lasciato di stucco.

Sai perché?

Perché per diventare imprenditore nell’assistenza privata non sono richieste né la laurea né un titolo specifico. Non perché la formazione non serva, anzi, ma perché a quella ci penso io.

Metto subito le mani avanti: no, non è vero che questo è un settore per tutti. Per fare il Consulente per la Terza Età bisogna avere alcune caratteristiche specifiche che per me rappresentano la condizione preliminare e di cui ti parlerò fra poco. La presenza o meno di queste caratteristiche è ciò che mi permette di dare un primo responso durante le mie consulenze.

C’è poi un altro step che mi consente di fare un secondo livello di selezione e questa è appunto la formazione, parlo di una formazione capillare, cucita su misura per tirare fuori il meglio dal futuro home care manager, per prepararlo alle difficoltà a cui dovrà far fronte e per dargli gli strumenti necessari a superarle.

Cosa serve quindi, per diventare Consulente per la Terza Età?

Già, ma quali sono quindi le caratteristiche preliminari che un interessato deve avere per poter fare questo lavoro?

Ne ho parlato anche sul mio libro “Un business che non invecchia” e in qualche altro mio articolo, ma vale sempre la pena tornarci su su. Il Consulente deve possedere di suo  delle qualità che è impossibile “imparare” e per le quali la laurea non serve: parlo dell’amore per un settore bellissimo ma anche complesso e capace di assorbire tante, tantissime risorse in termini di energia.

Oltre a queste qualità preliminari che potrei riassumere come capacità di mettere il cuore nel proprio lavoro – l’home care manager deve avere alcune caratteristiche che per un imprenditore sono fondamentali: la disponibilità a mettersi in gioco, la grinta, una mentalità aperta e strategica, la recettività e la voglia di imparare.

In più è necessario avere alcune caratteristiche fondamentali per chi lavora nel settore dell’assistenza domiciliare: parlo della flessibilità e della disponibilità a garantire un ampia reperibilità.

Ebbene sì, se per fare l’home care manager non è necessario avere una laurea in medicina, è anche vero però che – paradossalmente! – se vuoi lanciarti in questo settore dovrai garantire la stessa disponibilità a tutta prova di un medico.

È il settore che lo richiede: un ambito in cui la professionalità si misura anche a partire da questo. Oltre a questo, sottolineo inoltre la disponibilità economica necessaria per affrontare quello che risulta comunque – a tutti gli effetti – un investimento.

Di questo, però, preferisco parlare con te a quattr’occhi.

Ma quindi, per lavorare nell’assistenza domiciliare, i titoli non servono proprio?

Sì, per lavorare in questo campo i titoli servono… non per quanto riguarda la figura dell’imprenditore, però, che è “sufficiente”il titolo da me rilasciato, ma per ciò che concerne gli operatori.

L’operatore è infatti la figura che sarà quotidianamente a contatto con il paziente e che dovrà far fronte a problemi ed esigenze che richiedono delle competenze specifiche e un livello di professionalità garantito.

Questo aspetto è fondamentale tanto nell’interesse del paziente quanto nell’interesse del Consulente per la Terza Età che deve essere nelle condizioni di garantire ai propri clienti un livello di competenza dei propri operatori che sia davvero a tutta prova. Pena la credibilità del centro stesso.

Per questi motivi, se all’imprenditore assistenziale non è richiesta una laurea o un attestato specifico, va da sé che agli operatori siano richieste alcune garanzie di base: qualifica di  OSA, OSS, Assistente Anziani Certificato, diploma come infermiere o come fisioterapista. Di tutto questo ti parlerò più avanti, entrando nello specifico.

Come vedi si tratta di temi in cui rispondere a una domanda significa automaticamente innescare tutta una serie di ulteriori domande.

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