assistenza domiciliare mamme

Una rivoluzione rosa: donne e mamme consulenti assistenziali

In uno degli ultimi articoli ti ho parlato della figura del Consulente per la Terza Età: chi è, cosa fa, quali qualità deve avere per sviluppare al meglio la propria attività. Ho anche sottolineato come – contrariamente all’idea che molti hanno di questa professione, in realtà siano parecchie le donne che scelgono di mettersi in gioco  nei panni di home care manager… e ti ho preannunciato una sorpresa.

Ecco, è proprio da qui che voglio ripartire con questo articolo.

Chi sono le donne che scelgono la professione di Consulente per la Terza Età?

Come dicevo la settimana scorsa, il 60% degli imprenditori assistenziali sono donne: una percentuale davvero alta, che anche considerata alla luce delle differenze territoriali (il fenomeno è molto più evidente al Nord) spicca in modo marcato.

Me lo aspettavo? No, anche se l’esperienza mi ha fatto capire più volte che non tutto è prevedibile e che se c’è una cosa che devi mettere in conto, è il fatto che strada facendo ti capiterà spesso e volentieri di incappare in risultati sorprendenti.

Uno  tra tanti – per quanto mi riguarda – è stato proprio la grande presenza di donne determinate a crescere professionalmente nel ruolo consulenti per la terza età.

Ma vediamo chi sono le donne che hanno scelto di diventare imprenditrici dell’home care. Grossomodo direi che possiamo parlare di due tipi di persone.

In alcuni casi (il 60% circa) si tratta di donne che hanno lavorato in settori completamente diversi, come dipendenti, e che a un certo punto hanno deciso di mettersi in gioco nel ramo dell’assistenza domiciliare in qualità di imprenditrici. È il caso di Gianna e Silvia, per esempio.

La loro storia è un esempio perfetto: abbiamo due amiche intorno alla cinquantina che decidono di investire nel settore, una per rimettersi in gioco e l’altra perché ha perso il lavoro.

Tra le Consulenti c’è però anche una seconda categoria di cui dobbiamo parlare.

Mamme imprenditrici, le nuove figure dell’assistenza domiciliare

Ebbene sì, la seconda categoria sono proprio loro: le mamme. Anche in questo caso si tratta spesso e volentieri di donne che hanno lavorato in altri settori, nella maggior parte dei casi come dipendenti e che dopo la maternità decidono di investire energie e risorse in una nuova professione.

Perché proprio l’assistenza domiciliare?

I motivi sono tanti: psicologicamente una mamma ha spesso una predisposizione maggiore a lavorare in un settore che ha a che vedere con l’assistenza e la cura dell’altro.

C’è poi l’esigenza di “andare a colpo sicuro”, cioè di investire in un settore  che non rischi di andare in crisi nel giro di poco, che duri per sempre: da questo punto di vista la situazione demografica italiana – in costante e rapido invecchiamento – rappresenta una garanzia.

Ma non solo. Sul perché tra gli home care manager, oggi, ci siano molte mamme influisce anche un altro fattore: la decisione, cioè, di crescere in una professione che sia tagliata e cucita su misura per le esigenze di una donna per cui flessibilità ed elasticità di orari sono parole d’oro. In questo senso, la possibilità (soprattutto) dello smart working rappresenta un fattore preferenziale importante.

Una novità per le mamme che vogliono investire nell’Assistenza Domiciliare!

Nel momento in cui il mio lavoro di consulente ha iniziato a crescere e ad espandersi, mi sono reso conto subito che il passo successivo stava nel differenziare l’offerta.

Ecco perché quando ho capito che le mamme rappresentavano una parte importante dei miei “allievi”, ho cercato di capire cosa potevo fare per loro.

C’è infatti chi si avvicina all’assistenza domiciliare nella prospettiva di investire il budget necessario ad aprire un ufficio e chi, questo investimento preferisce non farlo e desidera una formula diversa: all’interno di questa seconda categoria, ci sono appunto moltissime mamme.

È per loro (e per chi ha esigenze simili alle loro) che ho deciso di mettere a punto un percorso consulenziale e di coaching basato appunto sullo smart working.

Richiedi la consulenza personalizzata