Viviamo di più, ma COME viviamo?

Le condizioni di salute degli anziani in Italia

Ultimamente mi sono imbattuto in un’interessante ricerca dell’Istat: uno screening scrupoloso della situazione demografica italiana che mi ha dato materiale su cui riflettere. Sul fatto che la popolazione italiana stia invecchiando, ho già scritto diversi articoli. Ciò che mi preme ora è spostare il focus su un altro dato. Non su QUANTO, ma su COME stiamo invecchiando. Quali sono le condizioni di salute degli anziani, nel nostro paese? Quali sono i problemi che dovremo affrontare nel futuro prossimo e che, di fatto, stiamo già affrontando nel presente?

Secondo i dati Istat, in Italia la speranza di vita dopo i 65 anni è più elevata di un anno sia per gli uomini che per le donne rispetto agli altri paesi europei. Nel Bel Paese si vive di più e questa è senz’altro una buona notizia ma vivere di più – in sé – non basta se non si considerano altri fattori determinanti, qualità di vita in primis. Ed ecco che su questo punto i dati sembrano molto meno confortanti perché se è vero che in Italia si vive in più è vero anche – purtroppo – che dai 75 anni in su i nostri anziani vivono in condizioni peggiori.

Ma vediamo, nello specifico, cosa dicono i dati. Per quanto riguarda le patologie croniche, la situazione è variegata. In linea di massima possiamo dire che da noi le condizioni sono migliori per i meno anziani mentre sopra la soglia dei 75 anni risultano peggiori rispetto a quelle degli altri paesi europei. Cosa significa questo, sul piano pratico? Te lo spiego in parole povere: sopra i 75 anni almeno un anziano su due soffre di una malattia cronica grave o è multicronico. Se guardiamo alla situazione degli ultra ottantenni, il panorama peggiora, la cifra dei malati cronici gravita intorno al 59% mentre i multicronici salgono al 64%.

Vogliamo poi parlare di problemi motori? Il 23% circa degli anziani in Italia soffre di limitazioni motorie gravi con uno svantaggio del 2% rispetto alla media europea imputabile alla maggior quantità di donne anziane nel nostro paese. L’incidenza della presenza femminile in Italia offre poi ulteriori interessantissimi elementi di analisi.

Uomini e donne: trova le differenze! In generale le donne soffrono meno frequentemente di malattie croniche gravi: sono però svantaggiate – rispetto agli uomini – per quanto riguarda multicronicità e limitazioni motorie o sensoriali.

Ti ho tracciato un panorama approfondito perché credo moltissimo nei dati. È da lì che dobbiamo partire per avere un quadro concreto, che risponda davvero alla realtà e che ci permetta di mettere a punto delle azioni mirate. Quando si parla di anziani e di futuro, la differenza tra un approccio professionale e quello di chi “si improvvisa” sta tutta qui: nella volontà di partire da una solida base di studio.

Riassumendo: il futuro è a tinte fosche? Ti rispondo di sì, ma solo se prendi i dati che ti ho sottoposto a scatola chiusa, come elementi che non si possono modificare. Chiaro che le cose cambiano se si considerano i dati come una pura e semplice base di partenza, che ci permetta di calibrare strategie utili. Il futuro dell’assistenza domiciliare è un campo aperto che ci offrirà spunti di riflessione e che – di contro – ci chiederà molto, moltissimo impegno.

Quasi una chiamata alle armi.

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